COMUNICATO STAMPA

Nei giorni scorsi il comitato “Multe-Vago” ha promosso un incontro di approfondimento sul disegno di legge dell’11 marzo 2009 riguardante il Testo Unificato in materia di sicurezza stradale che attualmente è in discussione in parlamento.
Hanno partecipato all’incontro l’onorevole Daniela Sbrollini e gli avvocati Francesca Fuso, Stefania Sterzi, Monica Caliaro e Andrea Filippini che stanno seguendo i multati nei loro ricorsi.
Il Comitato esprime un giudizio positivo sul disegno di legge frutto di un lavoro trasversale tra i gruppi parlamentari che tende a garantire maggior sicurezza sulla strada mediante un inasprimento delle sanzioni previste e vuole assicurare anche una maggior tutela degli utenti contro ogni possibile sopruso. Molto positiva è la norma che, in corrispondenza dei semafori, prevede la collocazione di cartelloni luminosi per segnalare, in tempo reale, quanto ancora durerà la luce gialla, un countdown “conto alla rovescia” utile perché permetterà una maggior sicurezza negli attraversamenti.
Il comitato vorrebbe che nel disegno di legge fosse inserita  una norma che preveda la durata del “giallo” di almeno di 7” o  più, a seconda degli incroci e della loro dimensione e anche che l’installazione degli apparecchi elettronici sia  approvata dal Prefetto e dall’autorità proprietaria della strada. Gli avvocati presenti all’incontro stanno elaborando queste proposte e a breve consegneranno all’onorevole  Daniela Sbrollini un testo con cui l’onorevole si è resa disponibile a confrontarsi con i propri colleghi in Parlamento per migliorare il disegno di legge.
L’atto di indirizzo che l’assessore dei trasporti della regione Veneto Renato Chisso invierà ai comuni invitandoli ad assumere come riferimento la durata di 8” del giallo ai semafori è una cosa apprezzabile commenta il portavoce del comitato “Multe-Vago” Giovanni Ballan ma non risolve il problema in quanto i comuni possono anche non tenerla in considerazione. Per risolvere definitivamente il problema e non lasciare che le singole amministrazioni comunali  interpretano in maniera disomogenea la norma in tutto il territorio nazionale bisogna integrare  il disegno di legge  che si sta discutendo in Parlamento con  la norma che preveda la durata minima di almeno 7” del giallo come verrà proposto dall’onorevole Sbrollini.

Vago di Lavagno 17 maggio 2009

IL COMITATO  MULTE-VAGO

Aggiornamento:

Notizia dal Gazzettino riportata per onore di cronaca

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=58384&sez=REGIONI

Veneto. Semafori spia, basta furbizie
La Regione: «Durata minima 8 secondi»

Dopo le inchieste sui T-red, l’ente suggerisce ai 581 comuni
il tempo necessario per passare dal giallo al rosso

VENEZIA (15 maggio) – Otto secondi, sarebbe questo il tempo minimo “consigliato” dalla Regione ai vari comuni del Veneto per regolare in modo uniforme e più vicino alle esigenze dei cittadini, la durata del “giallo” dei semafori spia, venuti alla ribalta come T-red.
Dopo le multe e le proteste degli automobilisti, molto spesso finite in tribunale, dopo i sequestri e le indagini, l’arresto (e il successivo rilascio) del loro inventore, la Regione tenta di ordinare la questione, stabilendo un tempo minimo uguale per tutti i comuni: 8 secondi, appunto.

Questo è il “suggerimento”, sotto forma di nota di indirizzo, che il governo della Regione invierà ai 581 Comuni per provare a porre fine al dibattito sui semafori spia.

La decisione della giunta veneta non è un obbligo ma un “consiglio” che le amministrazioni comunali possono anche decidere di non seguire. «Ma è certo un passo avanti – sostiene l’assessore alla mobilità Renato Chisso – una indicazione precisa, rispetto all’attuale incertezza normativa. Sulla durata del giallo, infatti – dice Chisso – il nuovo codice della strada enuncia un principio generale senza stabilire un tempo minimo»

«Per questo – prosegue Chisso -, al di là della nota di indirizzo regionale, come Regione ci attiveremo presso il ministero perché la questione venga definitivamente chiarita».
Per la Regione inoltre, ricorda Chisso, se è vero che le infrazioni vanno assolutamente sanzionate, l’utilizzo delle apparecchiature devono servire ad aumentare la sicurezza».
Insomma un problema che il governo Veneto ha voluto risolvere alla radice. Secondo Chisso si tratta «dell’uovo di Colombo» su un tema cruciale: otto secondi per garantire la sicurezza e fare in modo che gli automobilisti possano regolare il loro comportamento sulla base di un elemento oggettivo e univoco, evitando così “furbizie”, dal sapore più vessatorio che preventivo, come quelle di questi ultimi mesi.

«Come Regione, peraltro – aggiunge Chisso – abbiamo affrontato la questione più generale delle cosiddette “multe differite”, delle quali il T-red è solo una componente».
Il Codice della Strada prevede che la contestazione differita dell’infrazione possa avvenire utilizzando una apparecchiatura automatica omologata il cui utilizzo deve essere deliberato dall’ente titolare della strada con un provvedimento motivato in relazione alle esigenze della circolazione e della sicurezza del traffico.
«Le apparecchiature – conclude l’assessore – devono essere segnalate, cosa che svolge già una funzione deterrente, e vanno utilizzate la dove esistono situazioni di effettiva pericolosità, facilmente rilevabili dagli indici di incidentalità. E questi dati devono essere riportati nella delibera che prevede la loro istallazione».

Da l’Arena di Verona

Dopo il blitz dei carabinieri, su incarico della Procura, che ha sequestrato le telecamere dei semafori a Vago, in municipio a Lavagno si respira un clima …

e ancora sempre dall’ Arena di Oggi

Vittorio Zambaldo
Afflusso oltre tutte le previsioni all’incontro organizzato dal vicepresidente del consiglio provinciale Mario Zampedri in collaborazione con Adiconsum al ristorante Michelin, a Tregnago, per la serata sulle iniziative da intraprendere contro le multe prese ai semafori con controllo elettronico del passaggio con il rosso.
Intasate le vie del centro per il traffico di multati diretti all’assemblea, strapiena la sala con oltre 300 posti, molti in piedi, altri sulla scala di accesso e circa 200 persone in strada. Il titolare, che ha calcolato la presenza di un migliaio di persone, è stato costretto a far sgomberare la scala per motivi di sicurezza ed è uscito in piazza per invitare a non entrare, distribuendo volantini con i riferimenti del sito Internet dal quale scaricare i moduli per i ricorsi. La novità della serata era infatti il sito www.semaforivaldillasi.info sul quale si trovano le informazioni che sono state fornite nell’incontro e i diversi modelli per il ricorso: per richiedere la restituzione in autotutela delle somme versate e dei punti patente; per presentare ricorso al giudice di pace quando la sanzione non è ancora stata pagata; quelli infine per comunicare di non ricordare chi era alla guida ed evitare di dichiarare il falso.
Mattatore della serata è stato il consigliere provinciale Mario Zampedri, che ha premesso di non essere in campagna elettorale: «Molti hanno cercato di delegittimarmi, ma sto facendo una battaglia per la gente, non per i pirati della strada: molti sono passati con il rosso perché è dimostrato che i semafori T-Red sono stati taroccati al solo scopo di far cassa», ha tuonato fra gli applausi e gli incitamenti.
La promessa non è di vittoria ma di battaglia dura: «Chi non ha pagato deve presentare ricorso al giudice di pace entro 60 giorni dalla notifica del verbale e ha buone probabilità di vincere, alla luce degli ultimi interventi di magistratura e carabinieri, che ringrazio per la loro sensibilità verso una vera giustizia», ha sottolineato.
Per i multati in Val d’Illasi il giudice di pace competente è quello di Soave. Per i multati dai semafori di Vago è quello di Verona. Due settimane dopo aver protocollato i ricorsi è bene informarsi alla cancelleria del tribunale per sapere in che data è fissata l’udienza, perché il giudice di pace non è tenuto ad avvisare a casa e chi non si presenta all’udienza è sicuro perdente per mancato interesse. Il suggerimento dei legali è di chiedere al giudice, in caso di sentenza favorevole, il rimborso di spese legali, giornate di lavoro perse e assistenza legale, non obbligatoria.
Tutti gli intervenuti hanno ammesso che restituire soldi e punti a chi ha già pagato è impresa ardua: «È il primo tentativo del genere in Italia, consigliamo di non andare da soli: raccogliamo un numero sufficiente di multati intenzionati e ricorrere e promuoviamo una causa comune con più ricorsi possibili e con un diverso peso», ha detto Davide Cecchinato dirigente di Adiconsum.
Erano tre le strade possibili, come ha ricordato Lorenzo Dalla Rosa, legale di Adiconsum: «La via più semplice sarebbe aspettare la fine delle indagini e il processo per poi chiedere restituzione di soldi e punti, ma i tempi non sono certi. L’alternativa potrebbe essere una causa civile per danni, spesa contenuta ma senza possibilità di restituzione dei punti patente. La terza via, che proponiamo, è la richiesta di annullamento della contravvenzione in autotutela, visto che i Comuni hanno incamerato soldi in maniera illegittima. I Comuni hanno responsabilità contabili e difficilmente accetterebbero a cuor leggero. Il rifiuto andrà impugnato davanti al Tar: non è una strada facile, ma dà possibilità e costerebbe pochi euro a testa se la causa è comune con centinaia di adesioni».
Sono intervenuti anche rappresentanti di Multavilla, Altavilla Vicentina e Giovanni Ballan, portavoce del comitato Multevago, che ha invitato a colmare il vuoto legislativo, proponendo 7 secondi del giallo a tutti gli incroci per dare la possibilità di fermarsi in sicurezza. Giorgio Marcon, esperto di semafori, consulente di diverse Procure, ha denunciato che su centinaia di controlli non ha trovato un semaforo in regola. Infine gli avvocati Paolo Saladin e Maria Bortoletto, legali di diversi comitati, hanno sottolineato che un semaforo funzionante con meno di sei secondi di giallo è una truffa. Hanno consigliato di preferire per i ricorsi il giudice di pace alla prefettura: quest’ultima solitamente respinge i ricorsi raddoppiando le sanzioni; inoltre di non comunicare chi fosse alla guida perché dopo la seconda infrazione dello stesso tipo scatta la sospensione della patente per tre mesi

Mercoledì 30 Gennaio 2008

 
LA POLEMICA. Il comitato Multe Vago si è ritrovato a Lonigo
in vista del convegno di sabato

Il giallo ai semafori? Almeno sette secondi
Ballan: «Le sanzioni diminuirebbero e nessuno potrebbe più
accusare i Comuni di voler far cassa»

 
  Incontro interlocutorio quello che si è svolto lunedì a Lonigo con l’obiettivo di creare un coordinamento regionale tra i comitati che si oppongono alle multe erogate con le telecamere che controllano i semafori. Tema che sarà discusso sabato 2 febbraio al convegno che si terrà a Tavernelle di Altavilla (hotel Tre Torri, ore 15). Spiega Giovanni Ballan, portavoce del comitato Multe Vago: «Abbiamo incontrato i due comitati sorti ad Altavilla Vicentina che condividono il nostro modo d’agire. E’ stato un incontro importante sulla strada che porterà al coordinamento regionale. Ma, al momento, non c’è nulla di più: occorre ancora lavorare con la fiducia di poter ottenere presto un risultato».
Importante è per Ballan anche il movimento che il consigliere provinciale Mario Zampedri sta suscitando attorno alla sua proposta che dovrebbe approdare in Consiglio il 6 febbraio. «Ci auguriamo che quella proposta venga discussa e che porti frutti per contribuire a rasserenare il clima: gli automobilisti si sentono presi di mira, più che tutelati. La condividiamo in quasi tutti i punti», afferma il portavoce del comitato, «tranne dove dice che gli introiti devono finire alla Provincia. A noi non interessa chi dovrà beneficiarne. Importa solo che le multe erogate siano giuste e corrette».
Il comitato Multe Vago concorda, invece, sulla necessità che vi sia trasparenza e correttezza, sia nel rilevamento, che nella notifica delle infrazioni che vanno sempre gestite dalla polizia locale, da dei pubblici ufficiali e non da soggetti non legittimati a farlo. «Infine», aggiunge Ballan, «è assolutamente giusto che il tempo del giallo ai semafori venga elevato a 7 secondi: le multe diminuirebbero tantissimo e nessuno potrebbe più accusare i comuni di voler fare solo cassa e non prevenzione degli incidenti. E’ un pezzo che noi lo sosteniamo e siamo contenti che qualcuno, anche a livello politico, condivida le nostre opinioni. Così siamo felici nel constatare che si diffonde la nostra convinzione che occorre rivedere il Codice della strada in materia di multe rilevate con telecamere ai semafori, in modo da sottrarre l’intera materia all’improvvisazione di qualche amministrazione». G.C.
Da “L’Arena di Verona del 30 gennaio 2008″.

buone notizie per tutti i multati dei semafori della val d’illasi.oggi tra le prime notizie date dal telegiornale di italia1 ,hanno dato molto risalto alle iniziative di Mario Zampedri (vice presidente del consiglio della provincia)presentando un esposto alla procura e schierandosi totalmente contro a questi sistemi di controllo solo per fare cassa.e anche grazie al movimento dei vari comitati in particolare al comiato multavilla e multevago capaci di portare il problema alla conoscenza di tutti.grazie alle varie testate dei giornali locali e nazionali,e di far sapere a tutti come queste amministrazioni hanno intenzione nei prossimi anni di fare cassa.PURTROPPO per loro l’unione dei comuni della val d’illasi si e’ vista recapitare 4 avvisi di ganzia ai suoi rappresentanti. Compreso il comandante dei vigili e al rapresentante della ditta fornitrice .il telegiornale dava come notizia che in queste ore per ordine della magistratura si stava smontando queste bestiali macchine dal nome preistorico ma da una tecnologia studiata solo per fare cassa. Il comitato ringrazia tutti seguitici a presto avrete nuove notizie.

Condizione necessaria per effettuare un ricorso è non pagare la multa. Se si paga la multa, si ammette la propria colpa e si rinuncia al diritto di ricorso.

Se si intende fare ricorso il comitato ha già inoltrato più di 700 ricorsi supportati da 4 avvocati. L’assistenza legale ha comunque un costo che abbiamo stabilito in 50 € . Se non si intende avvalersi dell’assistenza legale, si può fare ricorso autonomamente al giudice di pace di Verona. Si ricordi in ogni caso che se si fa ricoro in autonomia si dovrà tassativamente presentarsi al giudice di pace per l’udienza pena la nullità del ricorso.
Sul sito ci sono tutte le informazioni per fare ricorso comprese le argomentazioni principali

Una nostra lettrice ci comunica che da qualche tempo è possibile scaricare le foto dell’infrazione da internet a questo indirizzo, inserendo i dati del verbale.

www.comune.lavagno.146-3.it

In ogni caso le foto sono a bassissima risoluzione, sinceramente speravo in una qualità migliore. poi si parla in continuazione di un filmato da cui sonoestratte le foto.

Qualcuno è ruscito a vedere questo filmato???

venerdi 19 ottobre dalle ore 15:00 alle 19:00, presso l’oasi san giacomo a vago di lavagno, saranno presenti alcuni legali disponibili a raccogliere i mandati per i ricorsi contro le multe notificate dalla polizia municipale di vago di lavagno.gia’ oltre 500 persone hanno presentato ricorso contro queste ingiuste multe. per informazioni telefonare ai seguenti numeri :045/7848271;393/4786171;335/5820527;329/0144021.

per le ultimissime notizie del comitato visitate il forum

http://www.multavilla.org/forum/viewforum.php?f=10

Venerdi 14 Settembre dalle 16 alle 20  presso l’oasi di S.giacomo, tra S.Martino B A e  Vago di lavagno , subito dopo l’uscita della super strada venendo da Verona.

Portare gli originali della contavvenzione e la foto.

Contributo per le spese legali di 50 euro.

comitato multe vago il giorno venerdì 07/09/07 all’oasi di san giacomo a vago di lavagno avrà luogo la prima assemblea pubblica del comitato multe vago dove saranno presenti 5 avvocati che chiariranno le eventuali procedure per il ricorso. per eventuali informazioni contattare i numeri 3934786171 e 0457848271 molonmichele

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