mar, 19 mag 2009
COMUNICATO STAMPA
Nei giorni scorsi il comitato “Multe-Vago” ha promosso un incontro di approfondimento sul disegno di legge dell’11 marzo 2009 riguardante il Testo Unificato in materia di sicurezza stradale che attualmente è in discussione in parlamento.
Hanno partecipato all’incontro l’onorevole Daniela Sbrollini e gli avvocati Francesca Fuso, Stefania Sterzi, Monica Caliaro e Andrea Filippini che stanno seguendo i multati nei loro ricorsi.
Il Comitato esprime un giudizio positivo sul disegno di legge frutto di un lavoro trasversale tra i gruppi parlamentari che tende a garantire maggior sicurezza sulla strada mediante un inasprimento delle sanzioni previste e vuole assicurare anche una maggior tutela degli utenti contro ogni possibile sopruso. Molto positiva è la norma che, in corrispondenza dei semafori, prevede la collocazione di cartelloni luminosi per segnalare, in tempo reale, quanto ancora durerà la luce gialla, un countdown “conto alla rovescia” utile perché permetterà una maggior sicurezza negli attraversamenti.
Il comitato vorrebbe che nel disegno di legge fosse inserita una norma che preveda la durata del “giallo” di almeno di 7” o più, a seconda degli incroci e della loro dimensione e anche che l’installazione degli apparecchi elettronici sia approvata dal Prefetto e dall’autorità proprietaria della strada. Gli avvocati presenti all’incontro stanno elaborando queste proposte e a breve consegneranno all’onorevole Daniela Sbrollini un testo con cui l’onorevole si è resa disponibile a confrontarsi con i propri colleghi in Parlamento per migliorare il disegno di legge.
L’atto di indirizzo che l’assessore dei trasporti della regione Veneto Renato Chisso invierà ai comuni invitandoli ad assumere come riferimento la durata di 8” del giallo ai semafori è una cosa apprezzabile commenta il portavoce del comitato “Multe-Vago” Giovanni Ballan ma non risolve il problema in quanto i comuni possono anche non tenerla in considerazione. Per risolvere definitivamente il problema e non lasciare che le singole amministrazioni comunali interpretano in maniera disomogenea la norma in tutto il territorio nazionale bisogna integrare il disegno di legge che si sta discutendo in Parlamento con la norma che preveda la durata minima di almeno 7” del giallo come verrà proposto dall’onorevole Sbrollini.
Vago di Lavagno 17 maggio 2009
IL COMITATO MULTE-VAGO
Aggiornamento:
Notizia dal Gazzettino riportata per onore di cronaca
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=58384&sez=REGIONI
Veneto. Semafori spia, basta furbizie
La Regione: «Durata minima 8 secondi»
Dopo le inchieste sui T-red, l’ente suggerisce ai 581 comuni
il tempo necessario per passare dal giallo al rosso
VENEZIA (15 maggio) – Otto secondi, sarebbe questo il tempo minimo “consigliato” dalla Regione ai vari comuni del Veneto per regolare in modo uniforme e più vicino alle esigenze dei cittadini, la durata del “giallo” dei semafori spia, venuti alla ribalta come T-red.
Dopo le multe e le proteste degli automobilisti, molto spesso finite in tribunale, dopo i sequestri e le indagini, l’arresto (e il successivo rilascio) del loro inventore, la Regione tenta di ordinare la questione, stabilendo un tempo minimo uguale per tutti i comuni: 8 secondi, appunto.
Questo è il “suggerimento”, sotto forma di nota di indirizzo, che il governo della Regione invierà ai 581 Comuni per provare a porre fine al dibattito sui semafori spia.
La decisione della giunta veneta non è un obbligo ma un “consiglio” che le amministrazioni comunali possono anche decidere di non seguire. «Ma è certo un passo avanti – sostiene l’assessore alla mobilità Renato Chisso – una indicazione precisa, rispetto all’attuale incertezza normativa. Sulla durata del giallo, infatti – dice Chisso – il nuovo codice della strada enuncia un principio generale senza stabilire un tempo minimo»
«Per questo – prosegue Chisso -, al di là della nota di indirizzo regionale, come Regione ci attiveremo presso il ministero perché la questione venga definitivamente chiarita».
Per la Regione inoltre, ricorda Chisso, se è vero che le infrazioni vanno assolutamente sanzionate, l’utilizzo delle apparecchiature devono servire ad aumentare la sicurezza».
Insomma un problema che il governo Veneto ha voluto risolvere alla radice. Secondo Chisso si tratta «dell’uovo di Colombo» su un tema cruciale: otto secondi per garantire la sicurezza e fare in modo che gli automobilisti possano regolare il loro comportamento sulla base di un elemento oggettivo e univoco, evitando così “furbizie”, dal sapore più vessatorio che preventivo, come quelle di questi ultimi mesi.
«Come Regione, peraltro – aggiunge Chisso – abbiamo affrontato la questione più generale delle cosiddette “multe differite”, delle quali il T-red è solo una componente».
Il Codice della Strada prevede che la contestazione differita dell’infrazione possa avvenire utilizzando una apparecchiatura automatica omologata il cui utilizzo deve essere deliberato dall’ente titolare della strada con un provvedimento motivato in relazione alle esigenze della circolazione e della sicurezza del traffico.
«Le apparecchiature – conclude l’assessore – devono essere segnalate, cosa che svolge già una funzione deterrente, e vanno utilizzate la dove esistono situazioni di effettiva pericolosità, facilmente rilevabili dagli indici di incidentalità. E questi dati devono essere riportati nella delibera che prevede la loro istallazione».